Shirin-Yoku: il benessere di un’immersione nel bosco

foresta

Profumi ancestrali, colori stagionali, ritmo lento. Che sia nel Parco delle Dolomiti o in un bosco urbano i benefici del tempo trascorso tra il verde sono molteplici e comprovati. Ma cosa ci dice una pratica orientale sul nostro modo di vivere?


Letteralmente si può tradurre come “bagnarsi nella foresta” o “lasciare entrare lo spirito della foresta in sé”. Lo shinrin-yoku non indica una semplice passeggiata o una forma di jogging, è piuttosto un’immersione nel verde incontaminato in cui riattivare i sensi e riscoprire un senso di connessione con la natura. Si tratta di un concetto secolare nella cultura giapponese che dal 1982, a seguito di ricerche scientifiche condotte dall’Ente Forestale, è stato riconosciuto come parte del programma sanitario nazionale, cioè come terapia medica alternativa da prescrivere anche in caso di situazioni patologiche quali stress, depressione o rabbia. E se in Oriente è ormai diventata una sana abitudine da integrare settimanalmente nel lifestyle urbanizzato, la sua popolarità in Occidente si sta ora diffondendo a macchia d’olio. E a buon motivo.

Coltivare la felicità in mezzo alla natura

«Il nostro sistema nervoso non si è del tutto adattato all’ambiente urbano», afferma Jose Antonio Correia, Professore di Psicologia Ambientale presso l’Università Autonoma di Madrid, «sente dunque la mancanza di una stimolazione dall’ambiente naturale che ha permesso la sopravvivenza della nostra specie». Trascorrere anche solo venti minuti nella foresta ha effetti positivi, reali e misurabili sul corpo umano: ascoltare il suono dell’acqua che scorre, osservare un panorama vegetale o annusare l’odore del legno basta per ridurre i livelli di cortisolo – l’ormone dello stress – nel nostro organismo. Ma non solo. I benefici riguardano un generale miglioramento delle funzionalità nervose e linfatiche: la pressione sanguigna diminuisce, la capacità di concentrarsi migliora, la memoria si affina. Perfino il sistema immunitario reagisce rafforzando le proprie difese. Negli alberi, infatti, sono naturalmente presenti delle molecole volatili di difesa contro insetti e parassiti, i monoterpeni, che provocano una reazione antimicrobica nel corpo umano oltre che una riduzione dell’adrenalina, con un evidente effetto rilassante.

5 consigli per uno shirin-yoku perfetto

Nel 2006 la foresta di Iiyama in Giappone è diventata la prima località a ricevere una certificazione per la terapia forestale, oggi in tutto il Paese si contano altri 62 luoghi certificati frequentati ogni anno tra 2,5 e 5 milioni di persone. Se anche tu vuoi lasciarti ispirare da questa pratica giapponese, ecco alcuni consigli di medici e scienziati per trarre il meglio da quest’esperienza.

  • Prendersi il proprio tempo, sia per partire sia per restare. Scegliere un momento calmo della giornata – come al mattino presto o la sera tardi – potrebbe rivelarsi più conciliante per un’esperienza immersiva. Inoltre, per una “sessione” di shinrin-yoku sarebbero consigliate 2 ore ma si potranno percepire dei benefici anche in un quarto d’ora.
  • Non partire col presupposto di fare una camminata per tenersi in esercizio. È consigliabile non pianificare troppo, anzi: una passeggiata senza meta può facilitare uno stato d’animo contemplativo o meditativo più rilassante.
  • Fare attenzione al respiro. Inspirare ed espirare lentamente, magari chiudendo gli occhi, è un ottimo metodo per prestare attenzione al proprio corpo e stimolare la chiarezza mentale.
  • I giapponesi hanno una parola per descrivere la luce del sole che filtra attraverso il fogliame degli alberi: komorebi. Prova a scoprirne il fascino, concentrandoti nell’osservare la natura e riattivare tutti i cinque sensi. Quand’è stata l’ultima volta in cui hai toccato la corteccia di un albero? O fissato le foglie muoversi?
  • Lasciarsi alle spalle la routine. Spegnere il cellulare, o addirittura lasciarlo a casa consapevolmente, concederà un raro momento di digital detox.
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