Legno: una salvaguardia totale dell’ambiente

Nell’architettura e nel design italiani il legno ha avuto una funzione più estetica che funzionale, mentre il compito di creare strutture portanti è sempre stato affidato a materiali ritenuti più moderni o performanti, come cemento, metalli o composti plastici.

Ma il legno oggi come viene considerato?

Non è più solo un elemento decorativo: recenti studi sulle sue prestazioni e una nuova consapevolezza ambientale l’hanno riscattato come materiale efficiente e affidabile anche a livello costruttivo. Anzi, sembrerebbe addirittura godere di una posizione di vantaggio rispetto ai materiali sintetici. E il suo valore non si ferma all’ambito architettonico. Naturale, sostenibile, rinnovabile e riciclabile all’infinito, il legno è la miglior risorsa per un’economia rispettosa sia dell’ambiente sia dell’uomo.

Naturale e sostenibile per l’intero ciclo di vita

Per crescere necessita solamente di acqua, aria e sole, sequestra l’anidride carbonica rilasciando ossigeno nell’aria e contribuisce al controllo della temperatura nell’ecosistema in cui è inserito. Se questi tre benefici del legno sono largamente noti, meno conosciute sono invece le sue proprietà una volta tagliato. Anche in questa fase gli effetti positivi per l’atmosfera continuano. Il legno lavorato non smette, infatti, di trattenere il carbonio nella propria struttura rilasciandolo solo se destinato alla combustione o al macero. E, a differenza dei composti plastici, quando entra in casa sotto forma di mobilio, oggettistica o elemento architettonico non rilascia composti volatili dannosi contribuendo così al miglioramento della qualità dell’aria dentro casa.

Un materiale che non pesa sul bilancio della Terra

In natura ogni albero nasce, si sviluppa e si riproduce. Questo è il suo ciclo di vita. Se si rispettano questi tempi di crescita il legno può essere prelevato con la sicurezza che l’ecosistema possa rigenerarsi in modo completamente autonomo, scongiurando i danni legati al disboscamento come la diminuzione della biodiversità, il cedimento dei terreni e il rilascio di molecole inquinanti nell’atmosfera. Sì, perché è proprio l’uso scriteriato delle foreste che porta a uno squilibrio, talvolta irreversibile. Tra il 1990 e il 2015 nel mondo è scomparsa un’area forestale della stessa estensione del Sudafrica. E proprio per arginare questo fenomeno sono nate certificazioni oggi riconosciute a livello mondiale: FSC® e PEFC® sono regolatori che incentivano la corretta gestione delle risorse forestali, il miglioramento del benessere sociale dei lavoratori coinvolti nella filiera e la tracciabilità dei prodotti derivati. Secondo Gaetano Castro, ricercatore presso il Centro di Ricerca Foreste e Legno (CREA-FL), queste certificazioni non solo danno al consumatore finale la garanzia che «il legno utilizzato sia tagliato legalmente» ma promuovono una profonda riqualificazione ambientale attraverso un riconoscimento economico equo e solidale. Perché «solo una sufficiente remunerazione delle risorse umane può rendere conveniente la gestione delle foreste e degli impianti specializzati, che altrimenti rischierebbero l’abbandono e l’instaurarsi di una situazione di degrado». In poche parole? Il legno certificato FSC® o PEFC® dà la garanzia che il proprio uso non pesi sul bilancio ecologico e umano del pianeta.

Riciclabile, in ogni sua forma

Il legno può essere riutilizzato al 100%. Dalla cassetta della frutta al serramento di qualità, tutto si può recuperare e a tutto si può dare nuova vita. Sono in forte crescita in tutto il territorio europeo i consorzi specializzati nella rigenerazione dei prodotti lignei in grado di creare una vera e propria economia circolare. Nel 2019 in Italia è stato riciclato il 63,11% del legno alla fine del suo ciclo di vita, registrando una delle percentuali più alte in tutta Europa e che si stima in crescita nei prossimi anni. Grazie a nuove convenzioni attivate dai comuni italiani si amplieranno, infatti, le categorie di prodotti idonei al recupero: centri già attrezzati, come quello di Rilegno in provincia di Forlì-Cesena, potranno finalmente gestire anche mobilio, cassette e tappi in sughero. Secondo Nicola Semeraro, presidente di questo centro, a segnare una forte spinta verso una maggior consapevolezza ecologica è stata proprio l’emergenza legata al Covid-19 che ci ha costretto «a rivedere i nostri stili di vita e le nostre scelte a tutti i livelli, di Governo, di impresa e anche individuali orientandoli ai valori e ai principi della sostenibilità, della protezione dell’ambiente e dell’ecosistema in cui viviamo».

Gli infissi Finnova per l’ambiente

Oltre alle prestazioni, è la ricerca di soluzioni dal minor impatto ambientale a guidare la produzione di infissi in Finnova. Da anni utilizziamo esclusivamente vernici ad acqua per ridurre le emissioni di VOC, lavoriamo le materie prime usando energia solare, ma soprattutto selezioniamo fornitori che garantiscano un uso responsabile del legname e delle foreste da cui esso deriva. Aderiamo ai più alti standard internazionali in tema di sicurezza e sostenibilità – come la certificazione FSC® – per assicurare ai nostri clienti le massime performance e la massima responsabilità ambientale.

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